Aneddotica Novese – Fatti e personaggi del Caffè Reale

Chi dalla Porta Pozzolo risale via Girardengo, troverà dapprima l’incrocio con le vie Cavour e G.C.Abba, e proseguendo alla sua sinistra, l’androne dove un tempo si accedeva ad una delle quattro sale cinematografiche della città, l’Iris. Subito dopo, proprio di fronte alla Chiesa di San Nicolò, nei locali dove oggi c’è un negozio di abbigliamento femminile ed una gioielleria c’era una volta il Caffè Reale Continua a leggere


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Divagazioni sul dialetto novese

di PIER ELIGIO BERTOLI

Nell’ultimo volume di Serafino Cavazza sulla Storia della nostra Città: ”Novi Ligure città del Piemonte” si leggono tre poesie in dialetto novese rispettivamente del 1832, del 1857 e del 1892. Il Cavazza, storico notevole, non sembra avere grande passione per i dialetti. Noi, con molta modestia, siamo sempre stati interessati alla evoluzione del dialetto che, secondo Plomteux ed altri noti studiosi, ha una base padana che dal 1529 ha ricevuto, dal punto di vista lessicale ed anche fonetico, una forte impronta genovese, rimanendo nella sua essenza non ligure. Continua a leggere


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Ultimi giorni in montagna di un partigiano

di PIETRO MAFFEO

Capanne di Pei  Aprile 1945

Abbiamo atteso ordini per tutta la giornata e finalmente ecco arrivare due uomini ed un mulo. Si intravedono in distanza, ma non si possono ancora riconoscere: avanzano cantando con passo spedito. Dopo una decina di  minuti riconosciamo nei due i partigiani Duemila, il mulattiere, e Calabria, entrambi appartenenti al nostro distaccamento.

Il Commissario, dopo essersi intrattenuto con loro, con un sorriso di soddisfazione, ci chiama tutti e gesticolando ci comunica che il Comando, finalmente, ha deciso il nostro avvicendamento: saremo sostituiti dagli uomini del distaccamento ”Cecchinelli”(Reclute). L’ordine è di attendere il cambio sul posto. La nuova dislocazione ci fa molto piacere, poiché saremo vicini all’autostrada Serravalle-Genova ed avremo la possibilità di riprendere le azioni di disturbo contro le forze tedesche. Continua a leggere


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Il giovin Signore di Novi prigioniero nel Castello di Ischia

di ITALO CAMMARATA

Il 4 febbraio 1497 parte dall’isola d’ Ischia un mazzo di sei lettere[1] scritte tutte dalla stessa mano. Le manda il giovane Pietro Campofregoso, nato dal primo matrimonio del feudatario di Novi, Battistino, con Catocchia Spinola, figlia di Marco. Non conosciamo l’anno esatto della nascita di Pietro, ma sappiamo che è nato a Novi, feudo di suo padre Battistino e prima ancora di suo nonno Pietro[2], di cui egli eterna il nome. Potrebbe essere nato attorno al 1470-1475 e avere, perciò, in quel momento 22-27 anni. Quando il giovane Pietro nasce a Novi, suo padre Battistino si è sposato in prime nozze da almeno un anno, dopo avere vissuto a lungo come “Cameriere ducale” alla Corte di Milano di Galeazzo Sforza, dove ha acquisito amicizie importanti, e imparato le buone maniere e la buona scrittura. Continua a leggere


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L’apparato decorativo della Santissima Trinità

di CHIARA VIGNOLA

Le notizie pervenute in merito alla storia della confraternita della Santissima Trinità sono state pubblicate dagli storici locali sino al 1994[1]. L’insieme dei documenti studiati venne da quel momento in poi riposto dietro una finta porta e da allora se ne perse memoria, fino a che una ricerca accurata con il supporto del parroco della Chiesa di San Nicolò[2] ha permesso a chi scrive di ritrovare l’intero corpus d’archivio presso la medesima parrocchia. La lettura dei documenti permette di aggiungere notizie fondamentali che ci consentono di riscrivere la storia delle committenze e degli incarichi ad artisti e artigiani locali e genovesi, che lavorarono per i confratelli dal XVII secolo. Continua a leggere


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La Confraternita e l’Oratorio della Misericordia in Novi

di FRANCESCO MELONE

Dal proemio ai “Ragionamenti Vari”, datati 1576, scritti da Lorenzo Capelloni, storico novese autore di una vita di Andrea Doria, si legge che già dal secolo precedente esistevano in Nove, con i relativi Oratori, quattro pie Confraternite di Disciplinanti: quella della S.S.Trinità dei Pellegrini e Convalescenti – la più antica, sorta nel 1482 – quella della Misericordia e della Morte ed Orazione, quella di S.Bernardino e quella di S.Maria Maddalena e S.S.Crocefisso.

Di pie unioni laiche si trovano tracce in Francia già nel secolo VIII, ma quelle del secolo XIII sono il risultato dell’imponente moto religioso, che scuote la società cristiana di quel tempo. Continua a leggere


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Le origini Valborberine di Papa Francesco

di DANILO ROVEGNO

La sera del 13 marzo 2013 viene eletto sul trono di Pietro il Cardinal Jorge Mario Bergoglio che si definisce, nel Suo primo discorso, il Vescovo “preso quasi alla fine del mondo”.

Papa Francesco, è il nome che assume il nuovo Pontefice; nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936.

Il suo cognome lascia subito trasparire l’origine italiana.

Suo Padre Mario nasce a Torino il 2 aprile 1908 da Giovanni Angelo [Portacomaro (AT) – 1884] e da Rosa Vassallo [Piana Crixia (SV) – 1884]

Sua Madre Maria Regina Sivori nasce a Buenos Aires il 28 novembre 1911 da Francisco [Buenos Aires – 1874] e da Maria Gogna nata il 3 giugno 1887 in provincia di Alessandria. Continua a leggere


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Canzoni d’osteria e di filanda

di RENZO FOSSATI

Alle insegne luminose che oggi contraddistinguono i caffè, i caffè-bar, le pizzerie e le gelaterie, nella Novi dei nostri bisnonni, corrispondevano modeste insegne di volgarissima latta dipinta a mano, inalberata sui pesanti usci di legno,  Le bettole non si contavano e ce n’era un po’ dappertutto, dentro e fuori le quattro porte.

L’osteria era il punto d’approdo tanto dei perdigiorno, come degli uomini d’affari: vi convenivano mediatori, contadini e manovali, gli operai delle nascenti industrie ed i colletti bianchi della pubblica amministrazione, donne di strada, ma anche donne di casa; un’accolita multiforme di genti disparate, accomunate nel culto millenario del dio fiasco e della dea bottiglia. Continua a leggere


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La fontana di Piazza Dellepiane

di FRANCESCO MELONE

« Bastano le fontane per giustificare un viaggio a Roma », affermava attorno al 1820 il poeta romantico inglese Percy Shelley. Non esiste al mondo città più ricca di fontane di Roma. Ed è nel gioco di rimandi tra vasche e zampilli, laghetti e ponti sparsi tra i sette colli, che, a ben riflettere, affondano le radici di noi Italici, con l’acqua.. Un rapporto che trova conferme su è giù per il Belpaese – quale borgo non ha la sua monumentale fontana ? -  mentre resta senza paragoni nel resto del mondo. Continua a leggere


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James Watt e le filande del Bengala

di PIETRO RESCIA

Dalla seconda metà del XVIII secolo e per tutto il XIX, la seta bianca di Novi fu venduta e apprezzata sui principali mercati grazie alle sue doti di robustezza, lucidità e candore. Dalla sua orditura si ricavava il prezioso marabout, uno dei tessuti pi_ costosi dell’epoca.

I fattori che permisero di produrre a Novi seta di altissima qualità sono molteplici: la qualità dei bachi utilizzati, i Bachi di Novi, la perizia con cui questi venivano allevati, la abilità dei filatori, tecniche e macchinari innovativi. Continua a leggere


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