Archivio mensile:luglio 2014

Il bando all’olio d’oliva genovese (1572)

di MARIO SILVANO

Il 1572 è un anno sfortunato per i Novesi. Genova, per necessità militari, ha bisogno di disporre con urgenza di efficienti comunicazioni viarie e perciò stabilisce di dare immediato inizio al rifacimento della strada Genova-Valpolcevera-Bocchetta-Voltaggio-Gavi-Novi. A questo scopo ha nominato un suo Commissario destinato a sovraintendere a tale importante realizzazione.

Alla nostra comunità è destinato il pesante onere finanziario richiesto per il tratto viario Novi-Gavi. I Padri del Comune sono angustiati per l’improvvisa spesa straordinaria che grava sulle casse comunali ormai esauste, ma le autorità superiori non ammettono dilazioni e minacciano severi provvedimenti in caso di inadempienza. I lavori devono iniziare senza alcun indugio.

Come se ciò non bastasse, un’altra inopinata pretesa giunge dal Capoluogo: è stato istituito il dazio sull’olio d’oliva prodotto dalle Riviere e che viene distribuito nelle varie località del Dominio. I sudditi vengono ancora oberati da questo tributo su un prodotto essenziale all’alimentazione. Continua a leggere

Il giovin Signore di Novi prigioniero nel Castello di Ischia

Lettere dal carcere – di ITALO CAMMARATA

Il 4 febbraio 1497 parte dall’isola d’ Ischia un mazzo di sei lettere1 scritte tutte dalla stessa mano. Le manda il giovane Pietro Campofregoso, nato dal primo matrimonio del feudatario di Novi, Battistino, con Catocchia Spinola, figlia di Marco. Non conosciamo l’anno esatto della nascita di Pietro, ma sappiamo che è nato a Novi, feudo di suo padre Battistino e prima ancora di suo nonno Pietro2, di cui egli eterna il nome. Potrebbe essere nato attorno al 1470-1475 e avere, perciò, in quel momento 22-27 anni. Quando il giovane Pietro nasce a Novi, suo padre Battistino si è sposato in prime nozze da almeno un anno, dopo avere vissuto a lungo come “Cameriere ducale” alla Corte di Milano di Galeazzo Sforza, dove ha acquisito amicizie importanti, e imparato le buone maniere e la buona scrittura.

Su Pietro Fregoso, figlio di Battistino, sono state pubblicate alcune biografie fantasiose, perfino in opere serie come il Dizionario Biografico degli Italiani, che dovrebbe essere un testo di riferimento della nostra storia. Qui l’autrice lo definisce “unico figlio di Battista” mentre proprio una delle sue lettere da Ischia è diretta a suo fratello Marcantonio e un’altra a sua sorella Bartolomea; inoltre è noto che ebbe almeno un altro fratello, chiamato Amorato, che visse alla Corte sforzesca. Inoltre si sostiene che Pietro avrebbe servito “gli Sforza come condottiero tra il 1495 e il 1499” mentre qui di seguito si dimostrerà proprio il contrario. Ma sono sviste che capitano agli storici. Continua a leggere

I cognomi novesi nel 1810

di PIER ELIGIO BERTOLI

Nel 1806 la Savoia, il Piemonte, la Liguria ed una piccola parte dell’Emilia e della Lombardia furono unite, per disposizione di Napoleone Bonaparte, all’Impero francese (Fig. 1) Nel 1815, con il Congresso di Vienna, si ebbe la cosiddetta Restaurazione, che riportò pressappoco i confini a come erano prima della Rivoluzione Francese.

Per dieci anni anche Novi fu francese. Le strade divennero rues e tutti i documenti amministrativi dovettero essere redatti in lingua francese.
Nell’archivio storico di Novi1 presso la Biblioteca Civica esiste, compilato nel 1810, un “Registre des individus de la Commune de Novi de l’âge de 12 ans et au dessus”. La parola “Novi” è scritta a mano in un frontespizio prestampato che verosimilmente il governo imperiale inviò a tutti i Comuni di nuova acquisizione. Si può pensare che questa elencazione di soli maschi oltre i dodici anni d’età avesse un fine fondamentalmente militare. Continua a leggere

Nascita di un’area artigianale novese

Il C.I.P.I.A.N – di DARIO UBALDESCHI

C’era una volta
Il tutto ebbe inizio nell’anno del Signore 1969 allorquando l’Amministrazione Comunale pervenne in proprietà di un vasto appezzamento di terreno della superficie di mq. 115.950 ubicato nell’attuale area del Cipian, con il chiaro intento di dotare la città di un’area artigianale sul modello di quelle realizzate in Emilia Romagna.

Era un sogno che da tempo assillava la lucida mente del Sindaco di quel tempo, Armando Pagella, a cui si deve riconoscere la primogenitura dell’area artigianale denominata Cipian e perseguita con fede e costanza sino alla sua ultimazione e anche dopo. Ma essendo tale area acquistata di matrice agricola e non allineata con i dettami del Piano Regolatore, allora ancora allo studio, il cui iter si concluse nel dicembre 1971, il Sindaco Pagella provvide a formulare una Variante allo stesso P.R.G. per destinare la stessa area ad altre private come area artigianale. Tale variante fu quindi realizzata ed approvata con delibera n° 282 del 14.4.1975, prendendo la denominazione di area artigianale Z. I. 6 (Zona Industriale 6) della superficie complessiva di mq. 280.000, approvata poi dalla Regione Piemonte con D.P.R. 942 del 25.2.1977. Continua a leggere

ll Novese nelle raffigurazioni cartografiche del primo Ottocento

Leggere l’ambiente nelle Carte antiche – di GIAN PAOLO MANTERO

Nell’Europa della Restaurazione non sono mancate imprese cartografiche speciali. La Gran Carta degli Stati Sardi di Terraferma pubblicata a Torino in 91 fogli litografici in bianco e nero è senza dubbio una di queste, rappresentando anche la copertura vegetale in modo elementare in scala 1:50.000.

Si sono conservate all’Istituto Geografico Militare (IGM) di Firenze anche le Minute di Campagna, levate sul terreno a diverse scale manoscritte tra il 1816 ed il 1828 dagli ufficiali del Corpo Reale di Stato Maggiore Generale. Si tratta di una produzione che deve aver largamente superato il mezzo migliaio di carte manoscritte, servite in seguito al lavoro di compilazione dei 91 fogli pubblicati al 1:50.000. Questa impresa Piemontese fu celebrata tra le grandi tappe della tecnica cartografica strumentale nel corso del XIX secolo. Ma la storia della Gran Carta degli Stati Sardi di Terraferma e della sua lunga compilazione non è mai stata scritta e, benché questi documenti cartografici raramente siano anonimi, di questa generazione di rilevatori e compilatori si sa pochissimo. Continua a leggere


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