Archivio mensile:novembre 2014

Lo stato civile di Novi Ligure fino al 1865 nei registri dell’Archivio storico comunale

di DIMITRI BRUNETTI

In momenti recenti l’Archivio storico della città di Novi Ligure è stato oggetto di un importante intervento di riordino con la schedatura analitica della documentazione più antica e la redazione di un nuovo inventario di descrizione. L’intervento, ora in corso per il carteggio più recente, ha portato all’individuazione di fonti inedite per la ricostruzione delle vicende della città e del territorio e alla messa a disposizione dei ricercatori anche di materiali già conosciuti, ma che ora sono più facilmente reperibili e inseriti in un contesto più ampio. Continua a leggere

I Cavalieri dell’Ordine dei Gerosolimitani e la profezia dell’Apocalisse

Un inedito documento dell’Archivio storico del Comune di Novi Ligure

di DANIELA CABELLA

Il recente intervento di riordino dell’Archivio storico comunale della città di Novi Ligure ha permesso di identificare alcuni documenti mai prima inventariati e quindi inediti alla storiografia locale.

Un documento, in particolare, ha colpito la nostra attenzione. Si tratta di una lettera non firmata, datata 20 luglio 1555, in cui un maestro “di Rode dell’ordine jerosolimitano” rende noto un fatto miracoloso avvenuto in Babilonia ([1]).

Nella città di Bracham il 23 maggio 1554, nella tribù di Lachas, sarebbe nato un bambino con la “facia … oribile co’ li denti acuti a uso de gatto … e … li ochii fagosati et spaventosi”. Dopo appena otto giorni il bambino era in grado di parlare e annunciava al popolo di “esser vero figliolo de Dio e il vero Messia”. Continua a leggere

Un brevetto per forni da pane a risparmio energetico nel ‘500

di ITALO CAMMARATA

Nel Giugno 1595 l’ufficio del Governatore spagnolo di Milano si vide recapitare questa singolare richiesta¹:

Odoardo Bianco di Nove ha ritrovato con sua industria [inventiva] un novo modello di fabbricare forni, ne’ quali cuocerà un terzo [di pane] in più al giorno et con minor prezzo et guasto [consumo] di legna di quelli che si usano al presente, cosa molto utile a’ popoli, tanto per l’espeditione et avanzo [risparmio] di tempo quanto per il beneficio del minor prezzo. E, perché desidera di questa sua virtuosa impresa² farne partecipe lo Stato di Milano et riceverne qualche emolumento, perciò supplica umilmente Vostra Eccellenza che vogli degnarsi di concedergli privilegio per anni 30 prossimi a venire, per sé et suoi heredi e chi havrà causa da lui, che egli solo (et essi rispettivamente) possa fabbricare et far fabbricare e mettere in opera li suddetti forni in questa et altre città, territorio et dominio, ad arbitrio suo, vietando a qualunque altro o sia privato o Comunità o Corpo³ o Collegio4, e finalmente a chi si voglia [chiunque], il poter fabbricare o far fabbricare o mettere in opera i detti forni o impedire [ostacolare] il detto Odoardo, direttamente o indirettamente o sotto qualsivoglia colore [scusa] et pretesto, in qualunque maniera che immaginar si  possa, che non si serva et ponghi in opera detta sua inventione, sotto pena arbitraria da doversi applicare [versare] alla Camera [Fisco Ducale] per la metà et l’altra metà al supplicante, et ciò con le clausole de motu proprio de certa scientia, de plenitudine potestatis et altre, le quali si sogliono apporsi ne’ privilegi.

Devotissimo servitore Odoardo Bianco

Milano, 5 giugno 1595

 

Il novese Bianco (o, come diremmo noi, Bianchi) era evidentemente un esperto di forni a combustione, il quale aveva escogitato qualche modifica tecnologica che permetteva di ottenere un consistente risparmio di tempo e di combustibile nel-l’esercizio di forni da pane, impianti diffusissimi che al quel tempo erano fra i più grossi consumatori di energia cioè di legna. Continua a leggere

Francesco Carenzi, un Novese Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri

di FRANCESCO MELONE

Il 5 maggio 1898, durante una seduta straordinaria, il Consiglio Comunale di Novi Ligure deliberava di eternare i nomi del capitano medico Antonio Demicheli, del sergente Carlo Bignami e dei soldati Luigi Capurro e Giuseppe Disarello, novesi caduti in Africa nella battaglia di Adua, aggiungendoli a quelli delle guerre risorgimentali iscritti sull’obelisco in Piazza Indipendenza. Al Cap. Demicheli, inoltre, sarebbe stata dedicata una lapide da apporre nel cimitero. Continua a leggere