Archivio mensile:febbraio 2015

Novi Novi Novi

di P.E.B.

Nel numero di settembre del 1999 della rivista Novinostra, parlando dei soprannomi e diminutivi novesi, avevo accennato a “Censéin” ed al più celebre fra i portatori di questo appellativo: Vincenzo Bruno. Mi piace tornare sull’argomento, avendo da sottolineare qualche particolare inedito.

Noi l’abbiamo conosciuto ormai sessantenne come uomo ben portante e di bell’aspetto. Era stato certamente un bel giovanotto quando impalmò una fanciulla della borghesia novese. Sembra che la famiglia fosse inizialmente un poco perplessa: Vincenzo Bruno, come lavoro, faceva il maestro di ballo. Da ottobre a giugno insegnava a Genova alle fanciulle ed anche ai giovanotti della Superba i passi del tango, del valzer, della mazurca, della polca, ecc. Nei periodi estivi era in vacanza dalle sue parti e la famiglia Tacchino l’aveva invitato a dare una mano al Lavagello di Castelletto d’Orba ove venivano organizzate serate danzanti in genere al sabato ed alla domenica. Era responsabile per la scritturazione delle orchestre e dei cantanti. In pratica gli era stata data quasi mano libera. Continua a leggere


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A préia id Muntudé (La pietra di Montaldero)

di EDOARDO MORGAVI

L’area territoriale interessata appartiene, geologicamente, alla serie oligo – miocenica di quello che fu l’estremo lembo meridionale del bacino terziario del Piemonte. Osservando la Carta geografica della zona in esame, riscontriamo che il terreno è costituito dalla formazione di Costa Montada  dello spessore di quasi 400 metri.

Al livello inferiore, sul limite del contatto con le marne di Rigoroso di età oligocenica, detta formazione è caratterizzata da conglomerati, sopra i quali sono sedimentate arenarie compatte e marnose, in grosse bancate e strati dislocati dalle azioni tettoniche. La microfauna, spesso in frammenti, è rappresentata da lamellibranchi, coralli e gasteropodi. Si può senz’altro affermare, che dal punto di vista cronologico, la formazione, nel suo insieme, è databile al miocene “prelanghiano”, valutabile, grosso modo, a a una ventina di milioni di anni fa. Continua a leggere