Archivio mensile:novembre 2017

Canzoni d’osteria e di filanda

di RENZO FOSSATI

Alle insegne luminose che oggi contraddistinguono i caffè, i caffè-bar, le pizzerie e le gelaterie, nella Novi dei nostri bisnonni, corrispondevano modeste insegne di volgarissima latta dipinta a mano, inalberata sui pesanti usci di legno,  Le bettole non si contavano e ce n’era un po’ dappertutto, dentro e fuori le quattro porte.

L’osteria era il punto d’approdo tanto dei perdigiorno, come degli uomini d’affari: vi convenivano mediatori, contadini e manovali, gli operai delle nascenti industrie ed i colletti bianchi della pubblica amministrazione, donne di strada, ma anche donne di casa; un’accolita multiforme di genti disparate, accomunate nel culto millenario del dio fiasco e della dea bottiglia. Continua a leggere


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