Archivio della categoria: area industriale

James Watt e le filande del Bengala

di PIETRO RESCIA

Dalla seconda metà del XVIII secolo e per tutto il XIX, la seta bianca di Novi fu venduta e apprezzata sui principali mercati grazie alle sue doti di robustezza, lucidità e candore. Dalla sua orditura si ricavava il prezioso marabout, uno dei tessuti pi_ costosi dell’epoca.

I fattori che permisero di produrre a Novi seta di altissima qualità sono molteplici: la qualità dei bachi utilizzati, i Bachi di Novi, la perizia con cui questi venivano allevati, la abilità dei filatori, tecniche e macchinari innovativi. Continua a leggere


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James Watt e le filande del Bengala

di PIETRO RESCIA

Dalla seconda metà del XVIII secolo e per tutto il XIX, la seta bianca di Novi fu venduta e apprezzata sui principali mercati grazie alle sue doti di robustezza, lucidità e candore. Dalla sua orditura si ricavava il prezioso marabout, uno dei tessuti pi_ costosi dell’epoca.

I fattori che permisero di produrre a Novi seta di altissima qualità sono molteplici: la qualità dei bachi utilizzati, i Bachi di Novi, la perizia con cui questi venivano allevati, la abilità dei filatori, tecniche e macchinari innovativi. Continua a leggere


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Caserme a Novi a fine 1800

di PIER ELIGIO BERTOLI

Da sempre sappiamo che Novi ospitò due Squadroni del “Nizza Cavalleria” che tuttavia lasciarono la nostra Città nel 1889, uno destinato a Casale, l’altro a Voghera. L’acquartieramento di questi reparti fu a carico del Comune che sfruttò una zona di sua proprietà a nord dell’area ove erano collocate le Scuole Elementari, sulla destra di via De Ambrosis, che inizia da via Orfanotrofio (ora Marconi). In una carta topografica del 1878 la piazzetta davanti alle attuali Poste non esisteva. L’area delle particelle 264 e 137 erano occupate dalle Scuole mentre con la particella 275 sarebbe identificabile la Caserma, ricavata per ospitare i Cavalleggeri ed il Comando con la particella 274 (Fig. 1 e 2). Continua a leggere


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Nascita di un’area artigianale novese

Il C.I.P.I.A.N – di DARIO UBALDESCHI

C’era una volta
Il tutto ebbe inizio nell’anno del Signore 1969 allorquando l’Amministrazione Comunale pervenne in proprietà di un vasto appezzamento di terreno della superficie di mq. 115.950 ubicato nell’attuale area del Cipian, con il chiaro intento di dotare la città di un’area artigianale sul modello di quelle realizzate in Emilia Romagna.

Era un sogno che da tempo assillava la lucida mente del Sindaco di quel tempo, Armando Pagella, a cui si deve riconoscere la primogenitura dell’area artigianale denominata Cipian e perseguita con fede e costanza sino alla sua ultimazione e anche dopo. Ma essendo tale area acquistata di matrice agricola e non allineata con i dettami del Piano Regolatore, allora ancora allo studio, il cui iter si concluse nel dicembre 1971, il Sindaco Pagella provvide a formulare una Variante allo stesso P.R.G. per destinare la stessa area ad altre private come area artigianale. Tale variante fu quindi realizzata ed approvata con delibera n° 282 del 14.4.1975, prendendo la denominazione di area artigianale Z. I. 6 (Zona Industriale 6) della superficie complessiva di mq. 280.000, approvata poi dalla Regione Piemonte con D.P.R. 942 del 25.2.1977. Continua a leggere