Archivio della categoria: costume e società

La stampa a Novi

di MARIO SILAVANO

A partire dalla prima metà dell’800 sono nate a Novi molte testate giornalistiche, a riprova di una vivacità intellettuale, certo insolita e singolare. Molte di esse hanno avuto vita effimera, come è ovvio, ma altre, come “La Società” o l’”Omnibus” hanno registrato una durata pluridecennale e permettono, leggendo le loro pagine. di rivivere le vicende soprattutto della seconda parte di quel secolo. Continua a leggere


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I giochi dei fanciulli nella Novi dei miei tempi

di FRANCESCO MELONE

La via in cui abito è oggi asfaltata e provvista di marciapiedi, mentre un tempo, negli anni trenta del secolo scorso, era sterrata, vi prosperavano molte specie di erbe spontanee – ricordo i rognalòsi, nome dialettale dei cardi stellati – così come si presentavano le altre vie parallele e intersecanti della attuale zona Stadio. Continua a leggere


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Il Carnevale all’inferno

di PAOLO POGGIO

Nella cultura popolare europea, dal medioevo ad oggi, le feste si pongono al centro di un vasto, articolato, financo complesso sistema di tradizioni e usanze: feste familiari, come il matrimonio, feste della comunità o del santo patrono di una città o di una parrocchia, feste annuali come la Pasqua, il Natale, Calendimaggio, Capodanno. E il carnevale, per l’appunto. E’ su questa realtà antropofolklorica che ci soffermeremo in queste righe. Continua a leggere


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L’industria dolciaria a Novi Ligure

di GIANFRANCO MONLEONE

Il 1° giugno del 1868, Stefano e Francesco Pernigotti, rispettivamente padre e figlio, sottoscrivendo la relativa “Scrittura di Società”, con atto rogato notaio Morassi, fondavano la Società in nome collettivo «Stefano Pernigotti & Figlio, affine di continuare ed ampliare il commercio già intrapreso». In pari data Stefano inviava una lettera a tutti coloro coi quali era in rapporti di commercio, clienti, fornitori, ecc., scrivendo, tra l’altro: «Signore, gli affari commerciali sotto il mio proprio nome Stefano Pernigotti fu Francesco cessano col giorno d’oggi, e con scrittura di questo giorno si è costituita una Società col mio figlio, che continuerà lo stesso commercio… Ringraziandovi della confidenza che sempre mi accordaste vi prego di volerla continuare alla nuova Società, e con distinta stima vi saluto». Continua a leggere


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Le Fiere di Novi

di FRANCESCO MELONE

Le fiere di merci

« Qual sia, qual fosse già, e qual sia stato anticamente il più utile pregio di Nove, non occorre l’indugio di ricercati preamboli per dimostrarlo, giacché troppo chiaro a giorni nostri per fatto, per tradizione e per scritti altrettanto pregevoli, manifestissimo: le fiere, intendo, celebratissime e il gran commercio d’ onde si è resa Nove e rendesi famosa tuttavia fin oltre i monti.

È superfluo affaticarsi a pro del credito di tal città, la quale, come a tutti è palese, non invidia qualunque altra di Lombardia, essendo ella, per così dire, il Portofranco delle merci di Genova dirette a quella parte. Non vi è popolo di qua del Po che ivi non accorra per provedersene, non vi è feudo che ivi non porti i suoi prodotti, grano, vino, fieno, risi, legna, erbaggi e tutto il resto che può servire alle bisogna e voluttà dei viventi.

Non è in oggi, come ad altri luoghi, destinato a Nove in dati tempi lo spaccio delle derrate, ma quotidiana però chiamasi la fiera; ed è un piacere, e piacer di ogni giorno, a chi sorge di buon mattino, il vedere come carche di vettovaglie forestiere sono colla piazza le vie d’intorno e come in brieve dai compratori si spogliano ».

Queste colorite notizie si hanno da un manoscritto della seconda metà del 1700, conservato nella Biblioteca covica Berio di Genova, intitolato Saggio storico della Città di Nove, Continua a leggere


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Il Basso Pieve, evoluzione e declino di una comunità

di FEDERICO CABELLA

Il Basso Pieve è un territorio che, rispetto al centro della città di Novi Ligure, presenta caratteri peculiari. È difficile non riscontrare, nelle persone che vi sono nate, cresciute, o che comunque vi hanno trascorso dei più o meno lunghi periodi della propria vita, un forte radicamento a un luogo che rappresenta, forse meglio di ogni altro, la campagna novese, l’amena Arcadia dove ritirarsi in cerca di riposo e concentrazione, come nel caso del celebre umanista novese Lorenzo Capelloni.

Alla stregua del Machiavelli, la cui fuga nel podere dell’Albergaccio a San Casciano, nella campagna fiorentina Continua a leggere


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Ultimi giorni in montagna di un partigiano

di PIETRO MAFFEO

Capanne di Pei  Aprile 1945

Abbiamo atteso ordini per tutta la giornata e finalmente ecco arrivare due uomini ed un mulo. Si intravedono in distanza, ma non si possono ancora riconoscere: avanzano cantando con passo spedito. Dopo una decina di  minuti riconosciamo nei due i partigiani Duemila, il mulattiere, e Calabria, entrambi appartenenti al nostro distaccamento.

Il Commissario, dopo essersi intrattenuto con loro, con un sorriso di soddisfazione, ci chiama tutti e gesticolando ci comunica che il Comando, finalmente, ha deciso il nostro avvicendamento: saremo sostituiti dagli uomini del distaccamento ”Cecchinelli”(Reclute). L’ordine è di attendere il cambio sul posto. La nuova dislocazione ci fa molto piacere, poiché saremo vicini all’autostrada Serravalle-Genova ed avremo la possibilità di riprendere le azioni di disturbo contro le forze tedesche. Continua a leggere


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Il giovin Signore di Novi prigioniero nel Castello di Ischia

di ITALO CAMMARATA

Il 4 febbraio 1497 parte dall’isola d’ Ischia un mazzo di sei lettere[1] scritte tutte dalla stessa mano. Le manda il giovane Pietro Campofregoso, nato dal primo matrimonio del feudatario di Novi, Battistino, con Catocchia Spinola, figlia di Marco. Non conosciamo l’anno esatto della nascita di Pietro, ma sappiamo che è nato a Novi, feudo di suo padre Battistino e prima ancora di suo nonno Pietro[2], di cui egli eterna il nome. Potrebbe essere nato attorno al 1470-1475 e avere, perciò, in quel momento 22-27 anni. Quando il giovane Pietro nasce a Novi, suo padre Battistino si è sposato in prime nozze da almeno un anno, dopo avere vissuto a lungo come “Cameriere ducale” alla Corte di Milano di Galeazzo Sforza, dove ha acquisito amicizie importanti, e imparato le buone maniere e la buona scrittura. Continua a leggere


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La Confraternita e l’Oratorio della Misericordia in Novi

di FRANCESCO MELONE

Dal proemio ai “Ragionamenti Vari”, datati 1576, scritti da Lorenzo Capelloni, storico novese autore di una vita di Andrea Doria, si legge che già dal secolo precedente esistevano in Nove, con i relativi Oratori, quattro pie Confraternite di Disciplinanti: quella della S.S.Trinità dei Pellegrini e Convalescenti – la più antica, sorta nel 1482 – quella della Misericordia e della Morte ed Orazione, quella di S.Bernardino e quella di S.Maria Maddalena e S.S.Crocefisso.

Di pie unioni laiche si trovano tracce in Francia già nel secolo VIII, ma quelle del secolo XIII sono il risultato dell’imponente moto religioso, che scuote la società cristiana di quel tempo. Continua a leggere


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Sulle origini spagnole di Nicoletta Scorza moglie del pittore G.B. Carlone (1603-1684)

di GIAN MARINO DELLE PIANE

Giannettino Scorza, detto “Scorzino” e “di Voltaggio”, a seguito delle rivolte popolari del  1506 in Genova eletto uno degli otto Tribuni della Plebe con poteri assoluti, nel 1507 all’epoca del doge Paolo da Novi, bandito e condannato a morte dai francesi, si rifugia in Spagna; nello stesso anno “stipendiato” dall’Imperatore Massimiliano, è infine  nominato Idalgo 1).

Appartenente al ramo di Voltaggio, ivi attestato dal primo quarto del XIV secolo 2), della famiglia Scorza dei conti di Lavagna 3), in Spagna assume il cognome spagnolizzato “Escorcia” 4).

Gli “Escorcia” del ramo di Voltaggio, pure presenti ad Alicante 5), in Spagna modificano l’arma “di rosso al grifo elevato d’argento coronato d’oro” 6), in “di rosso al drago alato elevato d’argento coronato d’oro, alla bordura d’argento caricata da otto piccoli scudi d’argento a due bande di rosso” 7). Continua a leggere


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